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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Sinalunga
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mwiqSinalunga è un mwigcomune italiano di mwiw12 106 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkaprovincia di Siena in mwkqToscana. Sinalunga sorge sulle colline che separano la mwkgVal di Chiana dalla mwkwValle dell'Ombrone.

Sinalunga è divisa in 2 parti, mwlqSinalunga Alta in alto e mwlgPieve di Sinalunga in basso.

Contents

Storia
Simboli
Eventi
Sport
Note

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Geografia fisica

Il territorio del comune è compreso tra i 243 e i 540 metri sul mwmglivello del mare, con un'escursione altimetrica complessiva pari a 297 metri.

• mwnqmwngClassificazione sismica: mwnwzona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003
• mwoqmwogClassificazione climatica: mwowzona D, mwpa1965 GR/G
• mwpgmwpwDiffusività atmosferica: mwqamedia, Ibimet CNR 2002

Origini del nome

Sinalunga, documentato fino al 1864 quando, con Regio Decreto, venne modificato il precedente nome di mwqwAsinalonga, sulla cui origine sono state fatte varie ipotesi. La più attendibile pare quella che fa riferimento alla morfologia della zona, peraltro citata anche da mwraEmanuele Repetti nel mwrqmwrgDizionario geografico fisico storico della Toscana, poiché, spesso, le caratteristiche di un luogo portano alla spiegazione del toponimo stesso (vedi ad esempio Vallelunga, Collelungo, Montealto, Collalto...ecc.).

Il toponimo mwsaSina è di indubbia origine etrusca, infatti come riporta nel dizionario Etrusco - Latino il Pittau, noto etruscologo sassaritano, i termini mwsqsina,mwsgzina, mwswsaina, sono sinonimi e stanno a indicare un rilievo e per traslazione un'insenatura; tradotti in latino col mwtasinus. Pensiamo a quante località o parole abbiano ripreso questo significato:

• mwtwSiena e Sina (lunga) hanno la stessa origine, poste entrambe su colli che predominano la vallata circostante. Il suffisso mwuaLonga potrebbe significare mwuqlongobarda dopo la creazione del regno di Tuscia oppure riferirsi al semplice significato di <mwugallungata per come scende sul crinale del colle.
• mwvaVol-sinii (Orvieto) posta su di un altopiano.
• Torrente mwvgZenna che scende a picco da una collina.
• mwwaClev sin (Chiusi) posto anch'esso su un colle.
• Torrente mwwgRassina, località mwwwRassinata che fanno riferimento ad alture.
• mwxqFel sina (Bologna).
• mwxwSenalonga (Sassari) località con resti Sardi posta in un crinale.
• mwyqSiniscola (Nuoro) posta su colli in riva al mare.

Troviamo traccia anche nel dialetto campano, in quanto gli etruschi avevano colonizzato la costa a nord di Napoli con il termine volgare mwywZinna o mwzaZinne che indicano il seno. È probabile che il toponimo mwzqSina, trasformato anche in antroponimo mwzgSenius in latino, abbia una radice comune con una lingua più antica comune a sardi etruschi e liguri come per i termini Arezzo (Toscana e Liguria) mwzwArritzu (villaggio in sardo). Anche il torrente mwaaFoenna ha un sapore etrusco; tutte le desinenze mwaqena mwagenna sono di matrice tirrenica (torrenti mwawFoenna, mwbaGravenna, mwbqPalbena, mwbgChiavenna). Simile al concetto Siena-Sinalunga è la derivazione dei termini mwbwberc e mwcabirc, i quali hanno significati simili a mwcqsinus che hanno portato rispettivamente alla toponomastica di Bergamo e Brescia.

Storia

Ritrovamenti fossili di mwdaetà preistorica, effettuati nelle colline della zona, testimoniano la presenza dell'uomo a Sinalunga. Reperti dell'mwdqVIII secolo a.C. ci parlano di un nucleo mwdgetrusco nei colli di Sinalunga, un insediamento appartenente alla mwdwlucumonia di mweaChiusi che evolvé e si espanse sicuramente fino al mweqI secolo a.C., come confermato da alcune tombe. Nel colle più elevato di Sinalunga sembra fosse ubicato un tempio molto importante Le colline circostanti erano densamente abitate. È di facile intuizione come fossero disposte secondo l'usanza etrusca, la necropoli e la parte abitata. Infatti erano soliti costruire e orientare secondo i punti cardinali, con intrinseco significato mistico-astronomico strade e manufatti; i tracciati viari importanti andavano da sudest a nordovest e dividevano: a levante la città abitata (sorgere del sole) a ponente la necropoli (crepuscolo), spesso divise da piccole gole o comunque su colline corrispettive. Questo lo possiamo vedere con la necropoli di San Giustino, a nord ovest del paese posta sul colle diviso dal torrente Rigo, e ad est l'abitato antico dove sorge il centro storico. Una similitudine molto forte con la città di Arezzo la quale aveva la necropoli su Poggio del sole (ovest) diviso dal torrente Castro dalla restante città vecchia (est) posta sul culmine del colle dove oggi c'è la Fortezza.

Persino gli assi viari più antichi li possiamo riconoscere rispetto alla più moderna Cassia. Le strade etrusche si sviluppavano sui crinali con il solito orientamento, grosso modo quello che oggi è il tracciato della Lauretana. Provenendo da sud, da Clevsin, procedeva sul crinale dove oggi si trova Rigaiolo e proseguiva, come oggi, per le crete senesi fino ad arrivare a Siena e da lì dividersi verso Velatri o proseguire nell'Etruria padana.

I primi contatti con i mwfaromani si ebbero all'inizio del mwfqIII secolo a.C. all'interno di una coalizione comprendente Galli, Umbri e Sanniti. Al mwfgI secolo a.C. risalgono i primi insediamenti romani nella parte bassa di Sinalunga, Pieve di Sinalunga, secondo reperti rinvenuti durante alcuni scavi effettuati nel secolo scorso. In epoca repubblicana questo insediamento fu un'importante stazione di posta (mwfwmwgamansio) sulla mwgqmwggVia Cassia, con il nome di mwgwAd Mensulas, il cui nucleo principale era probabilmente ubicato nello stesso luogo dove oggi sorge la pieve romanica di mwhaSan Pietro ad Mensulas.

Infatti, come testimoniato dalla mwigTavola Peutingeriana, questa importante via di comunicazione in questa parte della mwiwValdichiana senese aveva un percorso che attraversava gli odierni abitati mwjaAcquaviva (mwjqAd Graecos), mwjgTorrita di Siena (mwjwManliana), Sinalunga (mwkaAd Mensulas), per poi proseguire verso mwkqSiena (mwkgSena Iulia).

All'inizio del mwlaMedioevo, sulla collina sopra la vecchia mansio romana di mwlqAd Mensulas, si ergeva il minaccioso castello delle Ripe, intorno al quale cominciarono ad insediarsi i sinalunghesi, visto il progressivo impaludamento che stava interessando la sottostante pianura della mwlgValdichiana, a causa dell'incuria a cui erano soggette le perfette canalizzazioni mwlwetrusche, mantenute in funzione per tutta l'età mwmaromana e poi abbandonate alla fine dell'mwmqImpero romano d'Occidente. Il borgo nato all'ombra del castello delle Ripe con il tempo andò sviluppandosi, tanto che un documento del mwmg782 attesta l'esistenza di un luogo per le pubbliche adunanze: un solido edificio nel quale si conservavano i documenti e la cassa della comunità. Successivamente questo edificio fu trasformato in chiesa (l'odierna mwmwchiesa di Santa Lucia). A questo periodo risale anche il nome di Sinalunga (inizialmente mwnaAsinalonga), per motivi assolutamente ignoti.

Poco dopo Sinalunga fu il regno dei Cacciaconti, un ramo della famiglia comitale degli Scialenghi, la quale prese possesso di un'ampia area a sud di Siena. Infatti, un documento del 18 febbraio mwng1197 conservato nel mwnwCaleffo Vecchio presso l'mwoaArchivio di Stato di Siena, attesta l'atto di sottomissione al Comune di mwoqSiena da parte dei Cacciaconti. Verso la fine del mwogXIII secolo mwowGhino di Tacco, brigante nato a mwpaLa Fratta da un ramo della famiglia Cacciaconti, dopo il perdono del mwpqPapa Bonifacio VIII e della mwpgRepubblica di Siena, si ritirò in vita tranquilla in Asinalonga, dove fu ucciso nel tentativo di mettere pace tra due litiganti.

Il 20 novembre mwqa1303 vede la nascita del libero comune di Sinalunga, dopo lunghe dispute con i Cacciaconti, spalleggiati da mwqqSiena, come risulta da un atto redatto in Sinalunga e conservato presso l'mwqgArchivio di Stato di Siena, e nel mwqw1337 Siena assegna a Sinalunga una sede degli undici Vicariati in cui suddivise il suo territorio e tale rimase sino al mwra1468. Nei primi decenni del mwrqTrecento il territorio senese era devastato dalle Compagnie di Ventura, mercenari al soldo di signorotti e governi perché danneggiassero il territorio nemico, in un primo tempo pagati anche dalla mwrgRepubblica di Siena perché non facessero danno, ma senza successo. Nel mwrw1363 la mwsaRepubblica di Siena decise di difendere con le armi il proprio territorio e in un'epica battaglia, durata dall'alba al tramonto, in cui fu sconfitta la più micidiale tra le compagnie di ventura, quella dei bretoni mwsqdel Cappello, al soldo dei fiorentini. La parte finale della battaglia, con la rotta dei mercenari, avvenne nel luogo che da allora prende il nome dalla fase di accerchiamento mwsgil Serraglio, lungo il tracciato della Via Cassia tra Sinalunga e mwswLa Fratta.

L'esercito imperiale di mwuqCarlo V alleato con i mwugfiorentini entrò nel territorio della mwuwRepubblica di Siena proprio in mwvaValdichiana ed occupò in pochi giorni tutti i castelli di confine, tra cui Sinalunga che fu usata come prigione. Poco dopo, grazie un certo sinalunghese di nome Biancalana, truppe senesi arroccate a mwvqTrequanda, o forse a mwvgMontelifré, riuscirono a penetrare nottetempo nel castello di Sinalunga per mezzo di una porta segreta e a trucidare la guarnigione spagnola, anche se pochi giorni dopo il castello fu di nuovo riconquistato dagli spagnoli, la cui rappresaglia fu crudele, soprattutto sul popolo.

Nell'aprile mwwa1555 mwwqSiena capitolò. La guarnigione cittadina si ritirò in mwwgMontalcino, dove si ricongiunse con le ultime truppe della Valdichiana. Alcuni castelli, fra cui Sinalunga, furono ripresi, ma nel mwww1557 la mwxaRepubblica di Siena cessò definitivamente di esistere, e Sinalunga entrò a far parte del mwxqGranducato di Toscana. Nel mwxg1679, Sinalunga entra a far parte del feudo dei marchesi Buracchi, comprato dal Cardinal Eugenio Buracchi a 80.000 ducati. Nel mwxw1718 mwyaGian Gastone de' Medici affronta ancora una volta il secolare problema dell'impaludamento della Valdichiana che ripreso dai Lorena fu portato a compimento nel secolo successivo ad opera di mwyqVittorio Fossombroni. Nel mwyg1778 i piccoli comuni circostanti (come ad esempio quello di mwywScrofiano) furono riuniti nel Comune di Sinalunga. Gli inizi dell'mwzaOttocento sono francesi anche a Sinalunga. Se ne conservano le tracce negli atti pubblici. Il comune fu liberato il 20 luglio mwzq1814. Il 24 settembre mwzg1867 l'esercito regolare, per impedire a mwzwGaribaldi di marciare su mw0aRoma, lo arrestò nel Palazzo Luigi Agnolucci.

Pieve di Sinalunga

La parte bassa di Sinalunga viene chiamata mw0wPieve di Sinalunga per la presenza della mw1aPieve di San Pietro ad Mensulas, che risulta essere una delle sette Pievi fondate da mw1qSan Donato intorno al mw1g1300-mw1w1330.

Analizzando alcuni documenti derivati dalla mw2qTabula Peutingeriana, si rileva che la Pieve di San Pietro ad Mensulas si trova nella zona lungo la mw2gvia Consolare Cassia, tra mw2wClusio (mw3aChiusi) e mw3qSena Julia (mw3gSiena). La notazione indica che esisteva una stazione di posta o un centro abitato, senza sapere quanto grande e importante fosse.

Come dimostrano alcune scritture ritrovate all'interno della chiesa, essa sorge nel luogo dove gli antichi romani avevano il loro quartiere probabilmente al tempo dell'imperatore mw4aTraiano. Questa supposizione viene avvalorata da una lapide tuttora conservata dentro la chiesa che riporta in latino un'iscrizione dedicata a un certo mw4qCaio Umbricio soldato a cavallo.

Probabilmente è esatta l'ipotesi secondo la quale, durante il presidio romano, il posto si sia esteso con altri fabbricati abitativi.

Reperti dell'mw5aVIII secolo a.C. parlano di un nucleo etrusco nei pressi di Sinalunga.

A fianco della chiesa, come si usava a quei tempi, era posto un mw5gcimitero (completamente risanato intorno all'anno mw5w1930), dove fu trovato un sigillo della famiglia (o famiglie) mw6aUmbricio (un cippo sepolcrale con le iscrizioni in latino si trova nella parte destra all'interno della chiesa).

Secondo reperti rinvenuti durante alcuni scavi fatti nel secolo scorso, i primi insediamenti avvennero nel mw6gI secolo a.C. con un'importante stazione di posta sulla via Cassia con il nome di mw6wAd Mensulas, probabilmente ubicata dove oggi sorge la pieve romanica di mw7aSan Pietro ad Mensulas, che è stata per lunghissimo periodo la più importante della zona.

Dopo la metà del mw7g1500, la mw7wPieve di San Pietro ad Mensulas, ubicata sulla strada mw8aChiusi-mw8qSiena, nel punto di diramazione per mw8gArezzo, avrebbe avuto la possibilità di sviluppare l'insediamento urbano, ma la maggior parte dei terreni circostanti erano diventati una palude talmente vasta da scoraggiare nuovi insediamenti e quindi rimase limitata a un piccolo nucleo di abitazioni che si trovavano nelle immediate vicinanze della Chiesa (documenti catastali indicano a metà del mw8w1700 e fino al mw9a1831 un numero molto limitato di abitazioni: 12 in tutto).

In un affresco esistente in mw9gVaticano, nella mw9wGalleria delle carte, realizzato nel mw-a1580 circa da mw-qAntonio Danti in collaborazione con il fratello Ignazio (considerato all'epoca fra i più importanti cosmografi) e commissionato da mw-gPapa Gregorio XIII, raffigurante lmw-w'mw-aItalia Antiqua, è segnalata la mw-qValdichiana con pochissime località, e fra queste figura la voce mw-gAd Mensulas.

Simboli

«D'argento, a San Martino di carnagione, vestito ed aureolato di azzurro, sul cavallo baio, rivoltato, con la testa di fronte, passante sulla pianura erbosa di verde, mentre divide con la spada d'oro il proprio mantello di rosso con un viandante nudo di carnagione. Il tutto sormontato dalla corona murale dei Comuni rurali.»

(Art. 4 c. 2 dello Statuto comunalecite-ref-5[5])

Lo stemma civico risale al 1860 e presenta la figura di san Martino di Tours, santo patrono a cui è dedicata la collegiata, rappresentato nell'atto di dividere il proprio mantello con un povero. Sostituisce uno stemma precedente, documentato in antichi stemmari, che recava la figura di un uomo a cavallo di un’asina, evidente allusione al toponimo Asinalunga.

In alcune versioni lo stemma è mwaqctroncato di azzurro e di rosso, alla figura di san Martino in atto di donare il mantello, movente da una pianura di verde. Secondo alcuni la troncatura rappresentava le due parti del paese: Sinalunga Paese e Pieve di Sinalunga.cite-ref-6[6]

Il gonfalone è un drappo troncato di rosso e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Sinalunga

• mwasyCappella di Santa Maria Assunta, in località mwascL'Amorosa
• mwaskChiesa di San Giovanni alla Fratta, in località mwasoLa Fratta
• mwaswCappella di San Michele, in località La Fratta
• mwas4Chiesa del Serraglio, in località Pieve di Sinalunga
• mwataPieve di San Pietro ad Mensulas, in località Pieve di Sinalunga

Bettolle


Guazzino


Farnetella


Scrofiano

• Chiesa di Santa Cristina
• Chiesa di San Rocco

Rigomagno


Architetture civili

Palazzo Pretorio

Nel centro storico svetta la torre campanaria del medievale mwavwPalazzo Pretorio. Eretto tra il mwav01337 e il mwav41346 e restaurato nel mwav8XV secolo e mwawaXVII secolo, era la sede dell'autorità civile; nella facciata principale e nel lato orientale del palazzo sono presenti vari stemmi dei mwawePodestà dell'epoca della mwawiRepubblica di Siena e quelli dell'mwawmepoca medicea. In particolare, nella parte destra del portale principale è presente una gogna dove i malviventi o presunti tali venivano posti al pubblico scherno.

Teatro Comunale mwawyCiro Pinsuti

Il mwawgTeatro Comunale Ciro Pinsuti è stato costruito nel mwawk1797 (recentemente restaurato) ed è dedicato al musicista sinalunghese mwawoCiro Pinsuti, allievo di mwawsGioachino Rossini.

Fattorie storiche di Sinalunga


Colonna degli Editti

La Colonna degli Editti, è situata in Piazza XX Settembre, dove un tempo si trovava l'antica Porta del Ponte. La porta era munita di un ponte levatoio di legno, che periodicamente veniva restaurata dai mastri falegnami del castello. Questa zona, in antichità era particolarmente scoscesa a causa delle asperità del terreno e per la presenza di un fossato che cingeva la cortina difensiva da via delle Mura fino a Piazza Garibaldi. La distruzione delle mura in questa zona avvenne durante il periodo della mwaxkGuerra di Siena, nel momento in cui sia i Lanzi sia l'esercito spagnolo alleato a quello dei mwaxoMedici distrussero il cassero e la rocca con bombardamenti e continui attacchi. La Colonna Medicea fu probabilmente edificata successivamente a questi tristi eventi bellici; nello spiazzo lasciato dalle mura e dalla vecchia porta. Si fa risalire la sua costruzione al 1557, nel periodo immediatamente successivo all' annessione di Sinalunga e del suo territorio al Principato Mediceo. La colonna aveva una sua funzione pubblica, ovvero quello di servire per le pubbliche affissioni, dove i vari podestà affiggevano le notifiche pubbliche. La colonna è considerata mwaxsMarzocco e lo stemma mediceo poggia su un capitello mwaxwionico in pietra serena come del resto lo è tutta la colonna. Sotto è possibile vedere l’antico stemma del comune di Sinalunga con San Martino. La struttura poggia su un piedistallo in mattoni rossi fasciata in basso con la pietra serena. Questa colonna nel corso del tempo è stata più volte spostata per le esigenze dettate dal suo continuo utilizzo dai vari potestà che si sono succeduti a Sinalunga.

Stazione ferroviaria di Sinalunga

La mwayastazione di Sinalunga è collocata nella parte bassa del paese, e che si trova lungo la mwayeFerrovia Centrale Toscana, gestita da mwayiRFI ed è capolinea della mwaymFerrovia Arezzo-Sinalunga gestita da mwayqLFI.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-7[7]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.392 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

• mwazaRomania 264 2,04%
• mwaziAlbania 250 1,93%
• mwazqMarocco 172 1,33%

Cultura

Istruzione

Musei

• mwazoRaccolta d'arte sacra della mwazsmwazwCollegiata di San Biagio a mwaz0Scrofiano, allestita nelle stanze adiacenti alla sagrestia della Collegiata. In una prima stanza sono esposte le opere tessili di maggiore importanza, come vesti liturgiche e parati: tra i molti sono esposti una pianeta in damasco e un velo copricalice a motivi floreali risalenti alla metà del mwaz4XVII secolo. Nella seconda stanza sono conservati gli arredi in legno e in metallo, tra cui il più venerato mwaz8Reliquiario del dito di San Biagio, risalente ai primi anni del mwaaaXVIII secolo; inoltre vi si possono ammirare numerosi dipinti, tra cui il più famoso della mwaaeMadonna col Bambino, pittura medievale su tavola che testimonia uno stile simile a quello di mwaaiDuccio di Boninsegna. Nella terza stanza infine vi sono conservati antichi volumi che accompagnano l'Archivio parrocchiale.
• In via Curtatone a Sinalunga si trova lmwaaq'mwaauAntiquarium, centro di raccolta e esposizione di reperti antichi in cui si conservano, oltre ad un pregevole dipinto di mwaayDomenico Beccafumi, una ricca varietà di mwaacLekythos, mwaagPithos e altri frammenti appartenenti a vasi risalenti alla mwaakCiviltà etrusca.

Fortificazioni e mura

Il castello di Sinalunga era formato da una doppia cintura difensiva. Le mura culminavano tutte sulla rocca posta dove oggi sorge la mwaawCollegiata di San Martino. La prima cintura difensiva risale probabilmente alla seconda metà del XII° secolo. Sulla sua forma ovoidale si aprivano quattro porte: Porta dei Nelli, distrutta nel 1870, Porta 'Ad Mensulas' posta sulla piaggia di Santa Lucia, Porta del Ponte, fornita di un robusto ponte levatoio, era ubicata in Piazza XX Settembre, e Porta San Marco, invece era posta nelle vicinanze della rocca e del cassero nell'attuale piazza Garibaldi, in direzione di via Vittorio Emanuele.

Nel 1398 mwaa4Gian Galeazzo Visconti, Duca di mwaa8Milano, decise di proteggere la mwabaRepubblica di Siena, il cui scopo era quello di sventare un attacco a mwabeFirenze e al suo contado. Decise di ristrutturare la rocca fornendola di torricelle e di allargare il cassero in direzione del viale di lecci che abbellisce la piazza. Furono quindi riallargate le mura comprendendo i borghi esterni di via delle mura e del borgo di 'Fiorenzuola'. furono edificate altre nuove quattro porte. Solo di due conosciamo il nome originario: Porta del 'Borgo' posta alla fine della Scalinata mwabiCiro Pinsuti, in direzione dei nuovi borghi di via mwabmCiro Pinsuti, e Porta 'Fiorenzuola' posta all'inizio di via Fiorenzuola. Delle altre due non conosciamo ne il toponimo ne la loro precisa ubicazione. Nel 1485 i potestà del castello di Sinalunga lamentavano la strettezza della terra e decisero di allargare ulteriormente la cinta muraria in direzione delle 'Grotte' sopra viale Matteotti. Gran parte delle mura e delle torri che formavano il cassero, e che racchiudevano la piazza purtroppo andarono distrutte durante l'assalto di Vincenzo De Nobili di mwabqMontepulciano nel 1554. Vincenzo De Nobili, alleato di Cosimo dei Medici, durante la famigerata mwabuGuerra di Siena mise a ferro e fuoco la terra, distruggendo la rocca e il cassero.

Ad'oggi rimangono ancora lunghi tratti di mura intervallate da numerose torri quadrangolari. In via Spadaforte rimane un lungo tratto di mura con ben tre torri quadrate sovrappassate da archi a tutto sesto ed uno acuto. Le mura proseguono in via del Concionatorio chiudendo la mwabcChiesa di Santa Lucia, miste tra le facciate delle abitazioni fino a raggiungere via della Rocca, dove possiamo ancora vedere alcuni tratti liberi dalle abitazioni. Della seconda cintura difensiva rimangono tratti abbastanza lunghi rintracciabili nelle case di via mwabgCiro Pinsuti, sotto il Palazzo Comunale fino alla Scalinata mwabkCiro Pinsuti. Le mura riprendono in via Salicotto con una bellissima torre quadrangolare circondata da cordonato e feritoia. Altre due torri sono visibili nello sdrucciolo di via Fiorenzuola con cordonato in pietra e feritoia. In via della Torricella è possibile ammirare una torre quadrata con cordolo e tre feritoie sormontata da un Madonnino. Le mura proseguono fino in via Guerrazzi dove tra le ultime abitazioni si nasconde una torre mascherata il cui intonaco è grigio.

Dell'allargamento murario in Via mwabsCiro Pinsuti, è possibile scorgere resti di muraglie al di sotto della ex caserma dei Carabinieri e di alcune case poco più a monte ormai trasformate in sostegni per terrazze e abitazioni di successiva edificazione.


Eventi


Geografia antropica

Suddivisioni storiche

A Sinalunga sono presenti nove mwacyrioni, costituiti nel 1997:

• Cappella
• Casalpiano
• Cassero
• Centro Storico
• Frati
• Le Prata
• Pietraia
• Pieve Vecchia
• Rigaiolo

Frazioni

Nel territorio del comune di Sinalunga si contano, oltre al capoluogo comunale (mwadm364 m s.l.m., mwadq6 567 abitanti),cite-ref-istat-8-0[8] altre cinque frazioni:

• mwadsBettolle (mwadw308 m s.l.m., mwad02 612 abitanti)cite-ref-istat-8-1[8]
• mwaemFarnetella (mwaeq413 m s.l.m., 94 abitanti)cite-ref-istat-8-2[8]
• mwaeoGuazzino (mwaes282 m s.l.m., mwaew1 004 abitanti)cite-ref-istat-8-3[8]
• mwafiRigomagno (mwafm411 m s.l.m., 151 abitanti)cite-ref-istat-8-4[8]
• mwafkScrofiano (mwafo374 m s.l.m., 182 abitanti)cite-ref-istat-8-5[8]

Altre località del territorio

Tra le numerose località che compongono il territorio comunale di Sinalunga sono da ricordare: Bandita, Bisciano, Carpineta, Castellina, Emoriccia, Fontecieca, Fonte del Leccio, Il Busso, mwageLa Fratta, L'Albergo, mwagiL'Amorosa, Montemartino, Palazzolo, Poggi Gialli, Rigaiolo, Santarello, Serraglio.

Economia

Il 47,41% della forza lavoro è occupata in attività industriali, il 21,35% della forza lavoro è occupata in attività agricole, il 22,15% in attività di servizio e il 9,08% in attività amministrative. L'economia locale si basa su attività industriale e artigiana meccanica, elettronica, del legno, del cuoio, delle ceramiche, dei mwagumateriali da costruzione e degli infissi. La produzione agricola riguarda il vino, i cereali, l'olio, la frutta e gli ortaggi. Rinomata è infine la produzione di salumi.

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 12 luglio 1985 | 16 giugno 1990 | Loris Cateni | Partito Comunista Italiano | Sindaco | [ 9 ] |
| 16 giugno 1990 | 23 ottobre 1993 | Roberto Oglialoro | Partito Comunista Italiano Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 9 ] |
| 22 novembre 1993 | 24 aprile 1995 | Adriano Fierli | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 9 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Adriano Fierli | Partito Democratico della Sinistra Democratici di Sinistra | Sindaco | [ 9 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Adriano Fierli | Democratici di Sinistra | Sindaco | [ 9 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Maurizio Botarelli | Democratici di Sinistra Partito Democratico | Sindaco | [ 9 ] |
| 8 giugno 2009 | 16 luglio 2013 | Maurizio Botarelli | Partito Democratico | Sindaco | [ 9 ] |
| 5 agosto 2013 | 26 maggio 2014 | Maria Teresa Cattarin Franzero | | Comm. straordinario | [ 9 ] |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Riccardo Agnoletti | Partito Democratico | Sindaco | [ 9 ] |
| 27 maggio 2019 | in carica | Edo Zacchei | centro-sinistra | Sindaco | [ 9 ] |

Gemellaggi

• mwajuAÿ-Champagne
• mwajgDorking

Sport

Maggior società calcistica locale è la mwajsSinalunghese, che come massimo risultato della propria storia vanta la partecipazione alla Serie D. A Sinalunga operano altresì la Polisportiva Dilettantistica Bettolle e la Polisportiva Guazzino 1986, le cui sezioni calcistiche hanno sempre militato nelle divisioni amatoriali a carattere territoriale.

Dal 2003 opera la società Asinalonga, club di pallacanestro e volley.cite-ref-10[10]

Nel 1956 è stato fondato il Tennis Club Sinalunga che nel 2022 ha conquistato lo scudetto tricolore.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwalamwalemwaliBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwalmdemo.istat.it, mwalqISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwalgmwalkmwaloClassificazione sismica (mwalsmwalwXLS), su mwal0rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwamemwamimwammTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwamqmwamuPDF), in mwamyciterefmwamcLeggemwamg mwamk26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwamoAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwams 151. mwamwURL consultato il 25 aprile 2012 mwam0(archiviato dall'mwam4url originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-43. Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, mwaniDizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p.mwanm 543.
cite-note-55. mwancComune di Sinalunga, mwangmwankStatuto comunale (mwanomwansPDF), art. 4 c. 2 mwanwStemma e gonfalone.
cite-note-66. mwaoamwaoemwaoiComune di Sinalunga – (SI), su mwaomaraldicacivica.it. mwaoqURL consultato il 15 febbraio 2025.
cite-note-77. Dati tratti da: mwaogmwaokmwaoomwaosmwaowPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwao0mwao4PDF), su mwao8ebiblio.istat.it, mwapaISTAT. mwapemwapimwapmmwapqPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwapuesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-istat-88. Dati del censimento Istat 2011.
cite-note-interno-94. mwarkhttp://amministratori.interno.it/
cite-note-1010. mwar0mwar4Asinalonga Basket, mwar8http://www.asinalongabasket.itmwasa Titolo mancante per url mwaseurl (aiuto).

Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.sinalunga.si.it.
• citerefsapere-itSinalunga, su sapere.it, De Agostini.